Care colleghe e cari colleghi,

questo primo anno del mandato è stato caratterizzato dal più grave attacco mai portato alla nostra categoria, al sistema degli ordini e alle professioni intellettuali in genere.

Non so quale sarà lo sviluppo futuro della nostra attività di architetti, quando queste righe saranno pubblicate, ma sicuramente provo un profondo smarrimento per l’assoluta mancanza di concertazione e per l’alto contenuto demagogico di cui è saturo l’attuale dibattito riformista.

Senza analizzare troppo in dettaglio il nuovo disegno di legge per la riforma delle professioni e gli emendamenti presentati, voglio comunque focalizzare la volontà e l’aspetto predominanti dell’intento normativo: assimilare le nostre prestazioni professionali non tanto al frutto di un ingegno intellettuale, come avviene da sempre, ma semplicemente al prodotto di un’attività puramente commerciale.

A tal proposito voglio qui ricordare, come peraltro già fatto dal nostro presidente nazionale in occasione della manifestazione del 12 ottobre 2006 a Roma, le profetiche parole di Rafael De La Hoz, leader europeo delle professioni, il quale nel 1992 a Massa Carrara affermò che: “la crisi che stiamo affrontando non è solo relativa alla nostra filosofia professionale, ma è anche di natura morale e perfino esistenziale.

L’effettivo pericolo del mercato unico è nella regolamentazione della nostra esistenza da parte di un gruppo di burocrati fondamentalisti monetari, per i quali l’attività professionale è soltanto poco più di una mercanzia.

In queste circostanze, la figura del libero professionista stona, non trova sbocco, il suo estro indipendente infastidisce e la sua etica offende.
Il buon senso dei mercati suggerisce che i professionisti vengano tolti dalla scena e soggetti al potere economico.”




Guardando l’evoluzione storica non posso non notare la grande attualità di quelle parole; non a caso oggi, il primo affondo preliminare alla riforma delle professioni, l’abbiamo subito proprio dal Ministero dello Sviluppo Economico e non tanto dal Ministero della Giustizia, organo istituzionalmente preposto alla regolamentazione delle professioni.

Comunque, pur manifestando un forte dissenso soprattutto per il metodo utilizzato, le leggi si devono rispettare. Pertanto è auspicabile e doveroso guardare al futuro della professione con entusiasmo; infatti, come da programma del nostro Consiglio, abbiamo cominciato con grande impegno l’attività di formazione permanente, spontaneamente ripagata dal notevole interesse generato e dimostrato da tutti voi.

Il primo corso che abbiamo attivato, di grande spessore didattico ed organizzativo, è quello sull’acustica, ormai giunto alla nona lezione.
Nei primi mesi del 2007, dando così la possibilità anche ai nuovi architetti di parteciparvi, inizieremo il corso sulla sicurezza nei cantieri.

Oltre a questi momenti formativi di notevole costo dovuto soprattutto alla durata rispettivamente di 180 e 120 ore, grazie anche alla collaborazione di alcuni iscritti, stiamo lavorando alla predisposizione di altre giornate che non prevedano necessariamente una quota d’iscrizione.

Gli approfondimenti riguarderanno varie tematiche utili all’esercizio della professione: infatti gli argomenti che intendiamo trattare sono quelli legati alla nuova normativa sismica, alla certificazione energetica degli edifici, alla qualità delle costruzioni e all’utilizzo di particolari software per la grafica tridimensionale.

Per concludere, contestualmente a questa attività, ci siamo impegnati per dare una nuova immagine coordinata del nostro ordine professionale al fine di renderlo univocamente visibile e riconoscibile da parte di tutti gli utenti; è stato realizzato un nuovo sito web dinamico, con la possibilità di avere notizie utili sempre più aggiornate; è stata creata una nuova impostazione grafica a cominciare dalla cartellonistica per gli eventi fino ad arrivare all’agenda 2007, quest’anno corredata da un blocco di fogli bianchi da utilizzare come “appunti di viaggio” per schizzi, testi ed altro.

Con il rammarico riguardo alla riforma delle professioni ma con l’entusiasmo che ha caratterizzato questo primo anno e che continuerà durante tutta l’attività futura del Consiglio, vi inviamo un sincero augurio per le festività natalizie e per un felice 2007.


Il Presidente ed il Consiglio